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Uno scandalo a fumetti dalla Spagna con orrore Guido Tiberga su La Stampa, 13/02/96

 

______ Istigazione all'omicidio. Istigazione alla pedofilia. Istigazione al suicidio. Oscenità e immagini raccapriccianti. Una raffica di accuse che possono portare un editore in galera per tre anni filati, e tutto per un albo a fumetti, destinato al pubblico adulto, venduto in tiratura limitata nelle librerie specializzate.

______ La pietra dello scandalo - il libro che forse gli italiani non leggeranno mai - si chiama Psychopathia sexualis. Lo ha scritto e disegnato Miguel Àngel Martìn, un artista spagnolo che in patria raccoglie onori e pochi denari. Non è un giornaletto per ragazzi: è duro, esplicito, violento in ogni sua vignetta. Il sottotitolo di copertina lo definisce senza mezzi termini «il fumetto più violento e ripugnante mai disegnato». Per alcuni è un momento di grande denuncia sociale, per altri addirittura una specie di opera d'arte: il quotidiano La Cronica lo ha messo al primo posto tra i comics spagnoli del 1995. Il disegnatore è stato premiato come miglior autore rivelazione al Salone Internazionale di Barcellona, sostenuto e finanziato dal ministero della Cultura spagnolo. La rivista americana Time lo ha definito «uno dei migliori esordienti europei». Più probabilmente è soltanto un'opera per adulti consapevoli, da tenere lontano dai bambini come tanti libri, film, videocassette e programmi TV.

______ In Italia il fumetto di Martìn - pubblicato dalle Edizioni Topolin di Milano - è stato bloccato all'uscita dalla tipografia, sottoposto a «sequestro probatorio» dalla magistratura. Sull'editore, l'argentino trasferito a Milano Jorge Vacca, grava una richiesta di rinvio a giudizio sulla quale dovrà pronunciarsi il gip di Cremona il prossimo 29 Aprile.

______ Vacca non è nuovo a disavventure del genere. Il suo primo libro da editore, Hitler=SS, ha sollevato polemiche a non finire per il modo un po' troppo disinvolto con cui i fumettisti francesi Vuillemin e Gourio hanno rappresentato le torture dei nazisti agli ebrei. «Un lettore ci ha querelati - dice Vacca - ma anche quella era una denuncia. Se un film fa vedere i campi di concentramento, le camere a gas, i rastrellamenti a nessuno verrebbe in mente di parlare di apologia. Se lo fa un fumetto, c'è sempre qualcuno pronto a chiamare i carabinieri». Tra l'altro anche Vuillemin è considerato un grande del fumetto: recentemente ha presieduto il Festival di Angoulême, celebrato e abbracciato da Philippe Douste-Blazy, il ministro cui Juppé ha affidato le sorti della cultura francese.

 

 

 

 

 

 

 

 

______«E' lo strano destino dei disegni underground - spiega lo storico del fumetto Franco Fossati - . Sono immagini "sporche", volutamente brutte e grottesche. Sono pugni allo stomaco». E forse è proprio la loro mancanza di realismo a ferire di più, a offendere chi li guarda senza conoscerli. L'immagine disegnata si ferma nella memoria più di quella cinematografica. Colpisce più duro, fa più male.

______ Tutto vero. Resta però un problema di fondo: è proprio il caso di pubblicare un fumetto - sia pure d'autore, sia pure per adulti - in cui si vedono in cui si vedono erezioni, sodomizzazioni, omicidi durante l'atto sessuale, bambini torturati senza pietà? «Tutto dipende dalle ragioni per cui lo si fa - risponde il critico Massimo Galletti, che ha firmato la prefazione di Psychopathia sexualis -. Lo si può fare per vendere, e non è certo il caso di Martìn, la cui tiratura raggiunge appena le mille copie. Oppure lo si può fare per denunciare: la maggior parte delle storie raccontate in questo libro è tratta dalla cronaca dei giornali, senza nessuna concessione alla fantasia. Chi legge, alla fine è schifato da quello che ha visto. Ho scritto che Martìn racconta "la fogna più fogna, il male più male". Ma le sue storie non sono fantastiche, sono verosimili. E se la realtà è orrenda, è giusto guardarla in faccia. Anche attraverso un fumetto».

______ Lo stesso Galletti, comunque , qualche dubbio ce l'ha: «Conosco autore ed editore - scrive -. Li stimo. Ma leggendo un libro come questo non può non sfiorarti il sospetto che alla base di tutto ci possano essere anche, o in parte, intenti commerciali, forse addirittura pensieri repressi che, camuffati da pamphlet sono diventati piaceri espressi...»

______ Jorge Vacca, uno dei pochi intellettuali a rischiare davvero il carcere per una storia di censura, scuote la testa: «Psychopathia sexualis non è un libro volgare - dice -. E' un albo che non lascia indifferenti, che fa pensare. Non sta a favore o contro le cose che mostra, ma le fa vedere senza falsi pudori». L'editore non si arrende: «Faremo una mostra con i disegni originali di Martìn - annuncia -. Dal 28 marzo li esporremo a Milano nelle cantine di un centro sociale. Così la gente potrà vedere con i suoi occhi quello che i giudici hanno sequestrato». E' l'ultima provocazione: i carabinieri sono avvertiti.